Fumo e malattie correlate

Il consumo di tabacco riveste un ruolo importante nell’insorgenza di numerose malattie, tra cui una serie di malattie molto gravi e con decorso mortale. I componenti del fumo raggiungono attraverso il sangue tutte le aree del corpo e la ricerca acquisisce ogni giorno nuove conoscenze sull’effetto nocivo del consumo di tabacco. Qui vengono descritte alcune delle conseguenze prodotte dal fumo sulla salute. L’elenco delle malattie non è completo.

Malattie causate dal fumo di tabacco. Fonti: International Agency for Research on Cancer, 2004 175, US Department of Health and Human Services, 2004 Elaborazione: Centro tedesco di ricerca sul cancro, Ufficio di coordinamento prevenzione del cancro.

Danni conseguenti genere-specifici

Cancro ai polmoni
A parità di quantità di tabacco consumata, il rischio di cancro ai polmoni per le donne aumenta di 28 volte, per gli uomini aumenta „solo“ di circa 10 volte; inoltre nella donna il cancro ai polmoni si manifesta in media cinque anni prima. Negli uomini la frequenza di cancro ai polmoni diminuisce, mentre nelle donne presenta un incremento costante.

Sessualità e fertilità
Il fumo pregiudica la sessualità e la fertilità sia nelle donne che negli uomini. Per questo motivo la sigaretta viene detta anche “la contraccezione nascosta”.
Nelle donne fumatrici, la menopausa arriva circa 2 anni prima. Le fumatrici che assumono contraccettivi orali presentano un rischio nettamente più alto di contrarre malattie cardiocircolatorie, oltre ad un aumentato rischio di sterilità.  
Negli uomini il fumo porta più spesso a disfunzione erettile e diminuisce la quantità e la qualità degli spermatozoi.

Occhi e disturbi della vista

Il fumo è il principale fattore di rischio per la degenerazione della retina in rapporto all’età. Con l’avanzare dell’età le cellule visive sensibili alla luce si atrofizzano. Ne conseguono disturbi nella lettura, difficoltà nell’adattamento luce-oscurità ecc.. Il fumo favorisce notevolmente questi processi d’invecchiamento irreversibili.

Pelle e guarigione delle ferite

Il fumo è il principale fattore di rischio per la degenerazione della retina in rapporto all’età. Con l’avanzare dell’età le cellule visive sensibili alla luce si atrofizzano. Ne conseguono disturbi nella lettura, difficoltà nell’adattamento luce-oscurità ecc.. Il fumo favorisce notevolmente questi processi d’invecchiamento irreversibili.20 sigarette al giorno fumate in età media portano ad un processo d’invecchiamento anticipato della pelle di circa 10 anni. Il fumo del tabacco accelera in più direzioni il normale processo d’invecchiamento cutaneo: ostacola la sintesi del collagene e l’ispessimento delle singole fibre. Il livello ridotto di vitamina A, causato dal fumo e dai radicali liberi del fumo di tabacco, attivano inoltre l’attività enzimatica della metalloproteinasi-1 (MMP-1), il che comporta una degenerazione del collagene. Nel contempo, a causa di una rafforzata attività dell’enzima elastasi, il fumo stimola una degenerazione eccessiva dell’elastina nel derma. L’effetto vasocostrittore della nicotina aumenta inoltre l’ischemia tessutale ed accelera l’invecchiamento della pelle. 

Il fumo pregiudica la guarigione di ferite e fratture: infatti l’effetto vasocostrittore della nicotina causa una ridotta proliferazione delle cellule rosse del sangue necessarie alla cicatrizzazione e alla difesa delle infezioni, poiché altera la capacità dei fibroblasti e dei macrofagi dei tessuti immunocompetenti. La nicotina aumenta inoltre l’aggregazione dei trombociti, il che pregiudica nuovamente la microcircolazione. Il monossido di carbonio porta all’ipossia o anossia cellulare. La ridotta nuova formazione di collagene rallenta la guarigione delle ferite.

Infine il fumo aumenta il rischio di svariate malattie della pelle, soprattutto se entrano in gioco le conseguenze immunologiche del fumo. Pertanto il fumo innesca una reazione infiammatoria in presenza di pustolosi palmo-plantare, psoriasi, acne vulgaris e inversa, dermatite atopica e tromboangite obliterante. In caso di trasformazione maligna di un’infezione da papilloma virus umano (HPV), le sostanze contenute nel tabacco sono ritenute agenti co-cancerogeni.
Nei fumatori l’acne registra una comparsa nettamente maggiore (41%) rispetto ai non fumatori (25%) e la sua resistenza aumenta in rapporto alla quantità di nicotina assunta.

Fertilità dell’uomo

I fumatori registrano un aumento di frequenza dei disturbi dell’erezione rispetto ai non fumatori, l’odds ratio per la disfunzione erettile è dell’1,7 (95 % CI). In tanti casi la causa è un’affezione vascolare nelle arterie di apporto al pene. I fumatori presentano inoltre una qualità ed una densità ridotta dello sperma ed un aumento del numero dei leucociti nel liquido spermatico.

Fertilità della donna

Le fumatrici hanno un’incidenza nettamente più frequente di sterilità dovuta a cause ormonali perché il fumo riduce la fertilità naturale della donna. Le fumatrici sono esposte ad un aumentato rischio di gravidanze tubariche e le gestanti ad un aumentato rischio di aborti spontanei, parti prematuri, rottura precoce delle membrane fetali, placenta previa e distacco prematuro della placenta.

Osteoporosi

Il consumo di tabacco porta ad una riduzione della densità ossea per via dei cambiamenti a livello ormonale e cellulare. Pregiudica la struttura ossea nelle donne in menopausa, indipendentemente dalla situazione ormonale.
La nicotina diminuisce la concentrazione nel siero di vitamina D e paratormone, influendo così sul bilancio del calcio. In particolare negli individui a partire da 50 anni di età, il fumo si accompagna ad una significativa riduzione della massa ossea e ad un conseguente aumentato rischio di frattura.

SIDS (SUDDEN INFANT DEATH SYNDROME) o morte improvvisa del lattante

La morte improvvisa del lattante, con una percentuale del 25%, rappresenta nei paesi industrializzati la prima causa di morte nell’età compresa tra 1 e 12 mesi nel periodo postneonatale. Un riesame sistematico su 29 studi di caso-controllo e dieci studi di coorte dimostrò nel 1997 un raddoppiamento dei rischi di SIDS a causa del fumo in gravidanza. Anche il fumo dei genitori dopo la nascita aumenta il rischio di SIDS.

Carenza di vitamina C

L’assimilazione di vitamina C nel fumatore è più bassa di circa il 10%, inoltre il bisogno di antiossidanti aumenta di circa il 40%. Pertanto i fumatori presentano un fabbisogno di vitamina C aumentato del 50% (150 mg/giorno).

Apparato di sostegno del dente (paradenzio)

Molteplici studi trasversali, così come studi prospettivi a lungo termine, hanno confermato il fumo delle sigarette anche come importante fattore di rischio per l’insorgenza e l’avanzamento di danni al tessuto paradontale. Il fumo è un significativo fattore di rischio per le malattie dell’apparato di sostegno del dente, porta anche alla caduta dei denti e causa il cancro nella cavità orale e faringea. Il fumo peggiora la vascolarizzazione della cavità orale. Fattore particolarmente insidioso è che il fumo inibisce il sanguinamento delle gengive, che è un segnale tipico della  paradontite ed un campanello d’allarme per la malattia. Più del 70% dei pazienti odontoiatrici con malattia paradontale cronica sono fumatori. Rispetto ai non fumatori, hanno un rischio di circa 5-6 volte maggiore; i forti fumatori, che da oltre 20 anni fumano più di 20 sigarette al giorno, sono esposti ad un rischio di malattia addirittura 20 volte maggiore. I fumatori hanno tasche gengivali nettamente più malate e profonde, una perdita maggiore di tessuto osseo e connettivo circostante il dente e sono più esposti alla perdita dei denti. Rispetto ai non fumatori, il successo di trattamento di una terapia odontoiatrica per la paradontite tra i fumatori è nettamente più negativo, di conseguenza la maggior parte degli insuccessi si registra tra gli appartenenti a questa categoria.

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Referenze

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Shah T, Sullivan K, Carter J. Sudden infant death syndrome and reported maternal smoking during pregnancy. Am J Public Health 2006;96:1757-9

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Mirone V et al. Cigarette Smoking as Risk Factor for Erectile Dysfunction: Results from an Italian Epidemiological Study. European Urology, Vol. 41 (3), 2002, 294-297

Walter C, Saxer UP et al. Einfluss des Tabakonsums auf das Parodont: Up-date I und II.  Schweiz Monatsschr Zahnmed 2007; 117. 45 – 54 und 153 - 163